Le origini della scrittura bulgara
Constantino Filosofo e suo fratello Metodio
La scrittura bulgara commincia sua esistenza con fratelli di Salonico , Cirillo e Methodio nel 6363 anno secondo calendario Bulgaro , 855 D.C.
Constantino vescovo si nascosta della vanita` del mondo in monastero Policrono , situato in Asia Minore , dove e` suo fratello .La` e` illuminato dal Dio e crea una poesia con lettere sconosciute dette GLAGOLITICE .
Ogni verso comincia con lettera in ordine alfabetico. Il testo originale non e` conservato .Esistono qualche copia con le lettere cirillice . Il fonte glagolitico si usava molti anni dei croati come scrittura segretta
Questa e` una prova di restaurare la poesia di Cirillo .
05.13.09
UNA RAGAZZA DELLA MACEDONIA
Una ragazza della Macedonia,
un mazzo multicolore,
nel giardino è cresciuto,
dono donato.
Ritornello:
C`e`in questo mondo bianco,
una ragazza più bella di quella della Macedonia?
Non c`e`, non c`e`, non nascerà,
una ragazza più bella di quella della Macedonia.
Quando canta una canzone,
l’usignolo supercanta,
quando ride gioca,
il mio cuore gioca.
Ritornello:
Quando scioglie i capelli,
i capelli di seta,
distinta , più distinta
di una ninfa.
in onore di mia nonna
03.20.09
Kiril Marichkov – Ti amo per sempre
Kiril Marichkov – Ti amo per sempre
Come trovarti non sapevo
ti sto cercando nella realta` e` nel sogno,
quante notte solo per te sognavo
nel mio castello di cristallo.
Sto contanto gli attimi e le ore
era una pazzia , adesso lo so ,
si incontrono la terra e il cielo
due poli d`amore .
Ti amo per sempre e altra parola non ha ,
il destino credimi oggi e` un destino per due ,
Ti amo per sempre e altra parola non ha
questo e` piu` importante , altro non e` rimasto
in bulgaro
Kak da te nameria az ne znaeh
tarsih te naiave i v sagna
kolko nosti az za teb mechtaeh
vav stakleniai zamak u doma.
Migove broiah i ciasovete
ludost beshe , vece znam tova
Srestat se zemiata i nebeto
poliussite dva na liubovta.
Obiciam te zavinaghi i druga duma niama
Sadbata ni poviarvai e dnes sadba za dvama
Obiciam te zavinaghi i druga duma niama
Nai vaginoto tova e , drugo ne ostana.
Sas vremeto , koeto otminava
sviat za teb s liubov ste postroia
tosi mig az niama da zabravia
tosi mig sas teb i liubovta
i taka ste bade vsiako liato
vsiaka zima , sveki nov seson
ciuvstvoto za nas ste bade sviato
liubovta ste bade nash zacon .
02.20.09
Perchè singoli senza un nome?
THE FIGHT IS HARD AND PITILESS
THE FIGHT IS EPIC, AS THEY SAY
I FELL. ANOTHER TAKES MY PLACE
WHY SINGLE OUT A NAME?
AFTER THE FIRING SQUAD.THE WORMS.
THUS DOES THE SIMPLE LOGIC GO
BUT IN THE STORM WE’LL BE WITH YOU,
MY PEOPLE,FOR WE LOVED YOU SO.
La lotta è dura e spietata
la lotta è epica,cosi dicono
Io soccombo.Un’altro prende il mio posto
PERCHE’ singoli senza un nome?
Dopo lo scontro feroce.I Vermi
ed è tutto logico
Ma nella tempesta, sarò con voi
popolo mio,perche’ molto vi ho amato
Nikola Vaptzarov
Ma i re hanno mai preso in mano pezzi di roccia?
WHO BUILT THE THEBES OF THE SEVEN GATES?
IN THE BOOK YOU’LL FIND THE NAMES OF KINGS
DID THE KINGS HAND UP THE LUMPS OF ROCK?
Chi costruì la Tebe dalle sette porte?
Nei libri ci sono solo i nomi dei re
Ma i re hanno mai preso in mano pezzi di roccia?
Nikola Vaptzarov
02.18.09
Congedo
CONGEDO (NA PROSHAVANE V 1869g.) – Hristo Botev
Non pianger, madre, non ti disperare
se hajdùt son diventato
un hajdùt, madre, ribelle,
e pel primo figliuolo a lacrimare
t’ho, misera, lasciato.
Ma impreca, madre, e maledici quelle
prepotenze de’ Turchi infami e nere,
che noi giovani han costretto
a errar miseri e invisi fra straniere
terre pesanti. Ahimè!
So, madre, che ti son caro, perché
morir giovane posso, il bianco e queto
Danubio attraversando.
Ma dimmi, madre, tu che cosa mai
debbo far se m’hai dato un cuor virile,
un cuor d’eroe. E quel cuore, lo sai,
non può, no, tollerare
che il Turco infurii
sul mio paterno sacro focolare,
là, dove son cresciuto,
là, dove il primo latte t’ho bevuto,
dove il mio amore bello il suo bel viso
levava, e gli occhi neri
e il placido sorriso
figgeva nel mio cuore costernato;
dove per me piangeva il padre mio
ed i mesti fratelli!
Oh, perdonami, mamma, eroica madre!
oh, perdonami, mamma, e dimmi addio!
In ispalla il fucile,
odo gli appelli
del mio popolo caro contro il vile
infedele nemico.
E là per tutto ciò
che al mondo m’è più caro,
per te, pel padre, pei fratelli miei,
e pel popolo mio mi batterò.
02.13.09
Kiril Marichkov – Credo in te
Credo in te(3)
Credo solo in te
Senza illusioni guardo al mondo
Non ho incontrato i principi , non ho visto le principesse
Camminavo per la strada , cercavo l`acqua per la vita , ho vissuto
Così ho capito che tutto in questa vita matta ,
questo è lui , è mio amore
quello che nei giorni difficili ci dà la luce
Credo in te(3)
Credo solo in te
Non credo più alle cose immaginarie
Alle promesse ,ai reclami ,alle novità
ma oggi quando vedo una stella che cade – mi fa male
e so solo che in quest’ attimo
sotto di me la terra si gira,
fra milioni di destini siamo io e te
Credo in te(3)
Senza illusioni guardo al mondo
Non ho incontrato i principi , le principesse ,i miracoli
Camminavo per la strada , cercavo l`acqua per la vita , cammino
02.12.09
Fede
Fede (in lingua originale: VJARA) di Nicola Vaptzarov
Io respiro,lavoro,vivo
e scrivo versi
così come posso
Io e la vita ci guardiamo rabbiosi
di traverso e contro la vita
Io lotto
sino all’estremo
sono in conflitto con la vita
ma tu non pensare che io la disprezzi
anche sulla soglia della morte
continuerei ad amare la vita,
le sue brutali mani d’acciaio.
Ancora l’amerei
E, se mi stringessero al collo
un nodo scorsoio
chiedendomi se ancora per un’ora
volessi restare in vita
io griderei,senza indugio,
via questa corda o
Carnefici
per la vita affronterei ogni prova
volerei dentro una macchina senza
collaudo,
entrerei in un razzo esplosivo
per cercare da solo nello spazio
lontani pianeti.
E,anche così
sentirei un sottile fremito
vedendo comӏ azzurro ilcielo
lassù
proverei l’incantevole brivido
d’essere ancora in vita
d’esistere ancora domani,
ma se voi mi prendete,
quanto?
un solo grano della mia FEDE
allora getterò un grido,
urlerò di tormento
come pantera ferita al cuore.
Che resterebbe allora di me?
un attimo dopo la vostra rapina
sarei distrutto
o,più esattamente,più
chiaramente,un attimo dopo la
vostra rapina
di me non resterebbe altro che
il nulla.
voi forse volete abbattere
la mia fede nei giorni felici,
in un domani dove la vita
sarà più saggia e serena?
ma come potete abbatterla,dite?
con raffiche di proiettili?
No non vi conviene tentare
sarebbe tempo perduto
la mia FEDE è difesa saldamente
dentro il mio petto
e il piombo capace
di penetrare questa corazza,
ancora non è stato trovato.
Nessuno l’ha ancora scoperto
Fucilato il 29 luglio 1942 da un plotone di nazisti.Aveva 33 anni.
La poesia è stata tradotta e pubblicata in 50 lingue diverse del nostro pianeta.


