mercoledì 12 settembre 2007

Benvenuti nella terra del rimorso

Posted in Generale tagged , , , , a 17:23 di hotwine

“Con la parola rimorso siamo soliti intendere la pungente rammemorazione di una scelta mal fatta, e la esigenza di una scelta riparatrice che estingua il debito contratto verso noi stessi e verso gli altri. Nel rimorso così inteso la scelta cattiva sta interamente davanti alla memoria,e noi sappiamo con precisione di che cosa portiamo rimorso.

Nella crisi del tarantismo si tratta invece di un conflitto irrisolto in cui la presenza individuale è rimasta imprigionata,e che smarrito per la rammemorazione risolutiva torna a riproporsi come sintomo chiuso, cifrato, sottratto ad ogni potenza di decisione e di scelta.Nella crisi del tarantismo il rimorso non sta nel ricordo di un cattivo passato, ma nell’impossibilità di ricordarlo per deciderlo e nella servitù di doverlo subire mascherato in una nevrosi.

E proprio per questo rischioso vuoto della memoria e per il conseguente carattere di <<estraneità>> che il simbolo mascherato assume per la coscienza, il simbolo del tarantismo configura come <<primo morso>> ciò che in realtà è un <<ri-morso>> di un episodio critico del passato di un conflitto rimasto senza scelta.


D’altra parte proprio mediante il simbolo della taranta, tale conflitto entra nella coscienza, sia pure nella forma alienata di una taranta che morde e avvelena, che ha ritmo, melodia, canto, danza, colore e che perciò può essere ascoltata, cantata e vista.Le singole crisi individuali sono sottratte alla loro incomunicabilità nevrotica, per ricevere una comune plasmazione nel comportamento dell’avvelenato e per fruire di un comune trattamento risolutivo per mezzo della musica, della danza e dei colori…

….Per questo orientamento il simbolo della taranta comporta un “ethos”, cioè una mediata volontà di storia, un progetto di <<vita insieme>>, un impegno ad uscire dall’isolamento nevrotico per partecipare ad un sistema di fedeltà culturali e ad un ordine di comunicazioni interpersonali tradizionalmente accreditato e socialmente condiviso: un ethos che consente di qualificare il tarantismo come <<religione del rimorso>> e come <<terra del rimorso>> la molto piccola area del nostro pianeta in cui questa religione <<minore>> vide per alcuni secoli il suo giorno.” *

* tratto da “La terra del rimorso” – Ernesto De Martino

Questo blog nasce da un’iniziativa di appassionati di tradizioni popolari e vuole rappresentare un punto d’incontro per tutti quelli che vogliono ricreare idealmente una sorta di terra del rimorso; nella terra del rimorso anche il servo può vivere il suo momento di gloria e perché no, dare ordini al suo padrone e lo fa attraverso la danza, la musica o semplicemente con le parole. Il corpo di ballo vi augura un buon proseguimento su questa terra.

“Convenimmo di considerare attarantati tutti coloro i quali… partecipavano alla ideologia della cura del morso della taranta mediante la musica, la danza, i colori”. *

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