lunedì 9 febbraio 2009

La luna,simbolo eterno di poesia

Posted in Matteo Salvatore tagged , , a 9:34 di hotwine

La luna, simbolo eterno di poesia:blue moon,A luna rossa moonlight serenade luna caprese….la luna oggetto di poesia da sempre ci delizia della sua presenza cosmica e noi dormiamo al caldo dei nostri materassi ortopedici rigorosamente di marca.Un tema poetico ovvio e scontato?
Si, sicuramente ovvio e scontato,……Ma introdotto da un umile che probabilmente avrebbe posto la domanda “luna come si scrive con una L o con due L?”.E tutto questo non e’ semplicemente,poeticamente stupefacente?

UNO STRAORDINARIO TALENTO MUSICALE è stato definito Matteo da parte di Luciano de Crescenzo.La frase mi è stata riferita da Ludovico D’Alfonso del Sordo durante il periodo della gestione del suo Hotel in piazza di Spagna(Roma) dove aveva attrezzato una saletta riservata agli amici foggiani:Renzo Arbore,Gegè Telesforo, Luciano de Crescenzo ed altri…. illustri sconosciuti.Personaggi,tutti benestanti,che sapevano probabilmente che Matteo spesso e volentieri saltava i pasti.

Mi chiederete ma Matteo era un lazzarone,non era puntuale, non era serio.Che parolona SERIO.
Ed io  umilmente vi rispondo,se fosse stato puntuale e serio (caro Renzo) sarebbe stato un impiegato statale(con rispetto ai lavoratori dello Stato Italiano).E mi chiederete prendeva gli acconti, sperperava il denaro e si rendeva  irriperibile per mesi e anni.Io Vi risponderò: Leonardo da Vinci non prendeva lauti acconti dagli Sforza di Milano e si rendeva latitante per anni e ricercato dalla germanderia dei potenti Sforza patroni assoluti di Milano.Leonardo, se fosse stato puntuale e preciso non avrebbe potuto generare la Gioconda.Sarebbe stato un padre serio, laborioso e forse anche anonimo tra la folla.Dagli Sforza di Milano ricevette, Leonardo, un lauto acconto per dipingere l’Ultima cena.Dopo l’acconto, sparì,Leonardo, come un mago,esattamente come fece Matteo col regista che gli commissionò di girare il meridione alla ricerca di personaggi artistici,strani, anormali.Matteo prese i soldi e chi s’è visto s’è visto.

Non vi scandalizzate, cari miei compaesani borghesi, seri e precisi, che la domenica mattina vi fate il giro in via roma  col vestito nuovo e stirato che puzza di naftalina.Tutto questo è normale per un Anormale  poeta artista e musicista che se gli facevano l’esame del sangue  ne venivano fuori le corde della chitarra,le note del pentagramma e la miseria nera.

Per essere UNO, è necessario essere anormale,Unico e disordinato.Torquato Tasso morì in manicomio.Nietsche morì in manicomio e la lista potrebbe essere ben lunga.La psiche di un GRANDE attiva quella che JUNG definisce  l’attività cerebrale secondaria.Vedi Einstein, un  bambino che fa le boccacce, ma un Genio  straordinario.
Chiedo scusa ai lettori per l’animosità delle mie parole ma io,orfano di padre a tenerissima età vedevo in Matteo e Umbertino come due padri,o due fratelli maggiori poveri ma tanto tanto generosi.Il mio primo pacchetto di GIUBEK è’ stato il regalo di Matteo per essere andato alla tabaccheria.
Matteo, Umbertino, Beatrice e Maria erano tutti poveri,poverissimi senza una vera casa però quando Matteo e Umbertino suonavano e cantavano mi sentivo ricco e felice.

prof.Angelo Michele Lombardi

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