mercoledì 24 marzo 2010

Francesco Petrarca

Posted in 1, AmaraTerraMia tagged , a 9:51 di anraj

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (I)
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Благословен да бъде деня и месеца и годината …
Сонет посветен на Лаура , Петрарка се надява на отговор на чувствата му.

Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno (LXI)
Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno
e la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto
e ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’ànno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco e le saette ond’io fui punto,
e le piaghe che ‘nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia Donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e ‘l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,
ch’è sol di lei; sì ch’altra non v’à parte.

Сонет посветен на Лаура от Петрарка

Chiare fresche e dolci acque
Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co’ l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l’ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch’a lusato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là ‘v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa e lieta,
cercandomi: ed, o pieta!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
e faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior’ sovra ‘l suo grembo;
ed ella si sedea umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual con un vego errore
girando parea dir: Qui regna Amore

Quante volte diss’io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ‘l volto e le parole e ‘l dolce riso
m’aveano, e sì diviso
da l’immagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch’altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant’ài voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco, e gir in fra la gente.

Молитва на Петрарка
Padre del ciel, dopo i perduti giorni (LXII)
Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,

piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita ed a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno tese,
il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
ch’i fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.

Miserere del mio non degno affanno;
reduci i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.
Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta e umanista italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è ilCanzoniere. Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

Petrarch says he was born on Garden Street in the city of Arezzo, just at dawn on a Monday. He was the son of Ser Petracco. He spent his early childhood in the village of Incisa, near Florence. Petrarch spent much of his early life at Avignon and nearby Carpentras, where his family moved to follow Pope Clement V who moved there in 1309 to begin the Avignon Papacy. He studied law at Montpellier (1316–20) and Bologna (1320–23) with a lifelong friend and schoolmate called Guido Sette. Because his father was in the profession of law he insisted that Petrarch and his brother study law also. Petrarch however was primarily interested in writing and Latin literature and considered these seven years wasted. Additionally he proclaimed that through legal manipulation his guardians robbed him of his small property inheritance in Florence, which only reinforced his dislike for the legal system. He protested, “I couldn’t face making a merchandise of my mind”, as he viewed the legal system as the art of selling justice.[2]
Франческо Петрарка,роден в Арецо 1304 – Аркуа 1374г , е италиански писател поет и хуманист .Ранните си години прекарва в Авиньон , защото семейството му следва папа Климент V .Учи право в Монпелие (1316–20) и Болоня (1320–23). Пътешествал из Европа и го използвали за посланик, а той пътувал за удоволствие.Световно известен е със сборник стихове „Канцониере”. Той е автор на Латински ,но има значителна роля за развитието на италианската поезия на простонароден език.
Декламира Рикардо Дзуфелато

Не намирам покой

pace non trovo Francesco Petrarca
http://www.youtube.com/watch?v=F4vRzk0h2Mc

Uno tra i più bei sonetti del Canzoniere declamato da Riccardo Zuffellato

Шест сонета от Феанческо Петрарка,рецитира Нацарено Луиджи Тодарело.

Вие , които слушате в рими

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono by http://www.operamondo.it
sei sonetti di Francesco Petrarca voce Nazzareno Luigi Todarello

http://www.youtube.com/watch?v=ZoSRZe9MfdU


Беше ден ,в който слънцето се обезцвети

Francesco Petrarch Era il giorno chal sol si scoloraro” (The Suns Rays) Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=cTxMtzmU9_c

Petrarch Canzoniere Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=D9aKCUb3JoI

Сам и замислен ,най-пустите полета

Solo e pensoso i più deserti campi, petrarca , riccardo zuffellato
http://www.youtube.com/watch?v=sGqdD713CMk

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