mercoledì 21 aprile 2010

Blue canari

Posted in 1, La Canzone, La nostra musica a 16:07 di anraj

Vincent C. Fiorino – Blue canary (música&letra!)

Blue canari di ramo in ramo,
Gorgheggi al vento il tuo richiamo.
Blue canari attendi invano
Che torni al nido chi ando lontano…
Ogni fior del mio giardino,
Sullo stelo si è reclinato.
Ed ascolta intimidito
La tua favola accorata…
Sopra i rami del gran pino
Dal tuo nido dimenticato
S’ode a sera disperato
Il richiamo era partito.
Blue canary che affidi al vento
le tristi note del tuo tormento

Maria Koseva & Nikola Tomov – Blue Canary (Vincent Fiorino)

Blue Canary – Marisa Fiordaliso&Enzo Amadori

Melisa Fiordoliso Carlo Butti – Blue Canaries

Serenata serena

Posted in 1, La Canzone, La nostra musica a 16:02 di anraj

Serenata serena
Un poco per davvero, un pò per gioco,
torniamo al sogno del balcone antico.
Con un suonare fioco, fioco, fioco,
ci assiste il mandolino che ci è amico.

Ah, ah, ah, la luna guarda e sa.
Serenata serena si’ come serena è la sera,
chi giurava “Si, sono sincera”,
sincera non era.

Non m’attende, non risponde,
non mi tende le sue braccia.
Si pretende, si nasconde,
non discende, non s’affaccia.

Serenata serena si’ come serena e la sera,
tu, sincera, canora, leggera,
carezza il mio cuore
che amato non è.

Chi mi voleva bene e me l’ha detto,
chi m’ha donato il bacio più scarlatto,
ha tinto più di un viso di rossetto
dimenticando il male che m’ha fatto.

Ah, ah, ah, la donna questo fa.
Serenata serena si’ come serena è la sera,
chi giurava “Si, sono sincera”,
sincera non era.

Non m’attende, non risponde,
non mi tende le sue braccia.
Si pretende, si nasconde,
non discende, non s’affaccia.

Serenata serena si’ come serena e la sera,
tu, sincera, canora, leggera,
carezza il mio cuore
che amato non è.

Ah ah ah ah, ah, ah, ah
l’amavo tanto!

Non s’affaccia!

Serenata serena se amore ha sbarrato la porta,
se non vuole ascoltare il concerto,
che importa, l’avverto,
io canto per me!
Franco Ricci – Serenata Serena – Canzone Italiano

Carlo Buti – Serenata Serena

venerdì 16 aprile 2010

The Wave of Love

Posted in 1 a 12:20 di anraj

The Wave of Love

Beyond the Threshold ~ The Secret of the Gold Ring XXXX 2012

Astral Projection

Total Eclipse – Blue Galaxie (1996) [Downtempo-Ambient]

Cosmic Baby – The Space Track (Original Mix) 1992 [Ambient-TRANCE]

ASTRAL PROJECTION – Kabalah

mercoledì 24 marzo 2010

Francesco Petrarca

Posted in 1, AmaraTerraMia tagged , a 9:51 di anraj

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (I)
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Благословен да бъде деня и месеца и годината …
Сонет посветен на Лаура , Петрарка се надява на отговор на чувствата му.

Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno (LXI)
Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno
e la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto
e ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’ànno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco e le saette ond’io fui punto,
e le piaghe che ‘nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia Donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e ‘l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,
ch’è sol di lei; sì ch’altra non v’à parte.

Сонет посветен на Лаура от Петрарка

Chiare fresche e dolci acque
Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co’ l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l’ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch’a lusato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là ‘v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa e lieta,
cercandomi: ed, o pieta!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
e faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior’ sovra ‘l suo grembo;
ed ella si sedea umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual con un vego errore
girando parea dir: Qui regna Amore

Quante volte diss’io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ‘l volto e le parole e ‘l dolce riso
m’aveano, e sì diviso
da l’immagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch’altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant’ài voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco, e gir in fra la gente.

Молитва на Петрарка
Padre del ciel, dopo i perduti giorni (LXII)
Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,

piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita ed a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno tese,
il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
ch’i fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.

Miserere del mio non degno affanno;
reduci i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.
Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta e umanista italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è ilCanzoniere. Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

Petrarch says he was born on Garden Street in the city of Arezzo, just at dawn on a Monday. He was the son of Ser Petracco. He spent his early childhood in the village of Incisa, near Florence. Petrarch spent much of his early life at Avignon and nearby Carpentras, where his family moved to follow Pope Clement V who moved there in 1309 to begin the Avignon Papacy. He studied law at Montpellier (1316–20) and Bologna (1320–23) with a lifelong friend and schoolmate called Guido Sette. Because his father was in the profession of law he insisted that Petrarch and his brother study law also. Petrarch however was primarily interested in writing and Latin literature and considered these seven years wasted. Additionally he proclaimed that through legal manipulation his guardians robbed him of his small property inheritance in Florence, which only reinforced his dislike for the legal system. He protested, “I couldn’t face making a merchandise of my mind”, as he viewed the legal system as the art of selling justice.[2]
Франческо Петрарка,роден в Арецо 1304 – Аркуа 1374г , е италиански писател поет и хуманист .Ранните си години прекарва в Авиньон , защото семейството му следва папа Климент V .Учи право в Монпелие (1316–20) и Болоня (1320–23). Пътешествал из Европа и го използвали за посланик, а той пътувал за удоволствие.Световно известен е със сборник стихове „Канцониере”. Той е автор на Латински ,но има значителна роля за развитието на италианската поезия на простонароден език.
Декламира Рикардо Дзуфелато

Не намирам покой

pace non trovo Francesco Petrarca
http://www.youtube.com/watch?v=F4vRzk0h2Mc

Uno tra i più bei sonetti del Canzoniere declamato da Riccardo Zuffellato

Шест сонета от Феанческо Петрарка,рецитира Нацарено Луиджи Тодарело.

Вие , които слушате в рими

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono by http://www.operamondo.it
sei sonetti di Francesco Petrarca voce Nazzareno Luigi Todarello

http://www.youtube.com/watch?v=ZoSRZe9MfdU


Беше ден ,в който слънцето се обезцвети

Francesco Petrarch Era il giorno chal sol si scoloraro” (The Suns Rays) Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=cTxMtzmU9_c

Petrarch Canzoniere Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=D9aKCUb3JoI

Сам и замислен ,най-пустите полета

Solo e pensoso i più deserti campi, petrarca , riccardo zuffellato
http://www.youtube.com/watch?v=sGqdD713CMk

lunedì 22 marzo 2010

Domenico Quaranta

Posted in 1 a 9:20 di angelomichele

ORA INGEGNER DOMCiao Antoaneta,,ho appena ricevuto la bella notizia del ritorno in terradelrimorso di Domenico Quaranta, ora nelle vesti di ingegner Domenico Quaran

lunedì 22 febbraio 2010

capelli ricci

Posted in 1 a 11:49 di angelomichele

tocca cucchiera ///  dai carrettiere
a Nap-l- stasera///a Napoli
a Nap-la amma r-va’///a  Napoli dobbiamo arrivare
e u ciucciarell- s’adda’ posa’/// e l’asinello si riposera’
li e voj-li e la capilla riccia mija-///…………………
e m- l’ann-amm-d-ejet-ta ka la vonna fa’ muri
jessa m- chiema, jij- ng voj-ji
e lu sorg in da- la tena che faceva zui zui
parole e musica di matteo salvatore

domenica 21 febbraio 2010

bella miiiija

Posted in 1 a 10:30 di angelomichele

va lu ben- mij-///vail mio bene
cur- a mamma toj-///corri da mamma tua
tu mo si l’ammor-///tu ora sei l’amore
bella mija iiijabella miiiija

Ji t- vulev-bbben-///io ti volevo bene
e t- n- voj- ancor-///e te ne voglio ancora
Tu mo si l’ammor///tu ora sei l’amore
Bella miiiija’/// bella miiiija

S- mamm-t- n- vo-///se tua madre non vuole
nu c- n- fujim-noi ce ne scappiamo
pigghijem- ///prendiamo
l’appuntament-///l’appuntamento
Bella miiiija///BELLA MIIIIJA
        MATTEO SALVATORE

giovedì 4 febbraio 2010

marcello pirro

Posted in 1 a 10:09 di angelomichele

In Puglia le rose hanno vita breve
si ritrova solo il ricordo del colore
un profumo leggero nell’aria
aborti di questa terra di titani
dove solo l’ulivo è duraturo.

domenica 24 gennaio 2010

Titti l. da giacomo L.

Posted in 1 a 11:35 di angelomichele

Hai giovanezza, giovanezza e’ spenta

caduta dal mio pensier sei tu?

Ove sei gita che di te non odo parlar dolcezza mia

hai nerina in cor mi regna l’antico amor

Hai tu passasti e fia compagna d’ogni vago immaginar

di tutti i miei teneri sensi

I tristi e cari moti del cor

LA RIMEMBRANZA ACERBA

ricordi di scuolaVb

Posted in 1 a 10:52 di angelomichele

attenti

– prof buccheri calogero ah

je che stiamo in una casemma ah

–o male zappatore nisciuna zappa li piec

in classe il prof di torremaggiore fumava le giubek

lombardi interrogato in inglese

— No,non ci voglio venire, va bbe

povera prof Patruno quanta pazienza

con questi 18 lazzaroni

professore’ ci siamo tutti laureati

siate orgogliosi di noi.

anche il nostro bambino michelino

alla sua tesi di laurea, s’e’ messo il pantalone

lungo, sembrava proprio un ometto

quanti ricordi amici miei

quanta nostalgia

quante stecche di morlboro caro ingegner

gino esposito quante stecche

a due passi dalla porta col portiere che si accendeva la sigarettaQuanti ricordi e quanti rimorsiMA…………………………………………………………………………………………

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