mercoledì 24 marzo 2010

Francesco Petrarca

Posted in 1, AmaraTerraMia tagged , a 9:51 di anraj

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (I)
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Благословен да бъде деня и месеца и годината …
Сонет посветен на Лаура , Петрарка се надява на отговор на чувствата му.

Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno (LXI)
Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno
e la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto
e ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’ànno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco e le saette ond’io fui punto,
e le piaghe che ‘nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia Donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e ‘l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,
ch’è sol di lei; sì ch’altra non v’à parte.

Сонет посветен на Лаура от Петрарка

Chiare fresche e dolci acque
Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co’ l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l’ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch’a lusato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là ‘v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa e lieta,
cercandomi: ed, o pieta!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
e faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior’ sovra ‘l suo grembo;
ed ella si sedea umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual con un vego errore
girando parea dir: Qui regna Amore

Quante volte diss’io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ‘l volto e le parole e ‘l dolce riso
m’aveano, e sì diviso
da l’immagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch’altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant’ài voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco, e gir in fra la gente.

Молитва на Петрарка
Padre del ciel, dopo i perduti giorni (LXII)
Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,

piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita ed a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno tese,
il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
ch’i fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.

Miserere del mio non degno affanno;
reduci i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.
Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta e umanista italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è ilCanzoniere. Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

Petrarch says he was born on Garden Street in the city of Arezzo, just at dawn on a Monday. He was the son of Ser Petracco. He spent his early childhood in the village of Incisa, near Florence. Petrarch spent much of his early life at Avignon and nearby Carpentras, where his family moved to follow Pope Clement V who moved there in 1309 to begin the Avignon Papacy. He studied law at Montpellier (1316–20) and Bologna (1320–23) with a lifelong friend and schoolmate called Guido Sette. Because his father was in the profession of law he insisted that Petrarch and his brother study law also. Petrarch however was primarily interested in writing and Latin literature and considered these seven years wasted. Additionally he proclaimed that through legal manipulation his guardians robbed him of his small property inheritance in Florence, which only reinforced his dislike for the legal system. He protested, “I couldn’t face making a merchandise of my mind”, as he viewed the legal system as the art of selling justice.[2]
Франческо Петрарка,роден в Арецо 1304 – Аркуа 1374г , е италиански писател поет и хуманист .Ранните си години прекарва в Авиньон , защото семейството му следва папа Климент V .Учи право в Монпелие (1316–20) и Болоня (1320–23). Пътешествал из Европа и го използвали за посланик, а той пътувал за удоволствие.Световно известен е със сборник стихове „Канцониере”. Той е автор на Латински ,но има значителна роля за развитието на италианската поезия на простонароден език.
Декламира Рикардо Дзуфелато

Не намирам покой

pace non trovo Francesco Petrarca
http://www.youtube.com/watch?v=F4vRzk0h2Mc

Uno tra i più bei sonetti del Canzoniere declamato da Riccardo Zuffellato

Шест сонета от Феанческо Петрарка,рецитира Нацарено Луиджи Тодарело.

Вие , които слушате в рими

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono by http://www.operamondo.it
sei sonetti di Francesco Petrarca voce Nazzareno Luigi Todarello

http://www.youtube.com/watch?v=ZoSRZe9MfdU


Беше ден ,в който слънцето се обезцвети

Francesco Petrarch Era il giorno chal sol si scoloraro” (The Suns Rays) Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=cTxMtzmU9_c

Petrarch Canzoniere Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=D9aKCUb3JoI

Сам и замислен ,най-пустите полета

Solo e pensoso i più deserti campi, petrarca , riccardo zuffellato
http://www.youtube.com/watch?v=sGqdD713CMk

martedì 19 maggio 2009

Un viaggio ad Ohrid

Posted in 1, AmaraTerraMia, Tradizioni a 9:06 di anraj

Scritto di Angelo Michele Lombardi
Quello che mi ha colpito di piu’ di Ohrid e’ il gusto estetico molto uguale al gusto italiano
e gli abitanti di Ohrid sono gentili come i bulgari
I balcani sono una terra bellissima e ricca di una natura incontaminata.
dall’autobus si vedono le montagne piene di neve e i prati verdi,di un verde diverso da altri posti, un verde smagliante
ho visto l’anfiteatro romano
vicino all’anfiteatro romano c’era un bar ,il proprietario del bar ci ha fatto un bellissimo caffe’ espresso e quando si e’ accorto che eravamo italiani non ci ha fatto pagare il caffe’
poi abbiamo incontrato un signore italiano di Foggia che abita ad Ohrid e io ho parlato con lui in dialetto e abbiamo riso tanto
e ho detto a lui che se non fossi stato a Sofia, mi sarebbe piaciuto molto abitare a OHRID
la macedonia e’ terra di antichissima e gloriosa tradizione
la macedonia e’ la terra di Alessandro Magno, di Filippo di Macedonia che ha costruita la citta di Plovdiv
c’era il mercatino all’aperto sotto il castello medioevale,ho incontrato una ragazza che parlava italiano perche’ aveva studiato la lingua italiana all’universita’ di Struga
e parlava molto bene l’italiano
tre giorni di sole che illuminava il lago e sul lago abbiamo visto i cigni=lebed e’ il nome del hotel dove abbiamo dormito
Sofia e’una bella e cara citta’ che mi piace molto e che molto amo
ma OHRID e’ un tesoro architettonico,forse unico nei Balcani
i balcani sono una fonte di risorse e di ricchezza naturale e paesaggistica
il colore verde dei prati naturali balcanici non c’e’ in nessuna altra parte d’europa e forse anche del mondo
e’ un verde luminoso unico al mondo
Angelo Michele Lombardi

Ohrid e suo lago

Posted in 1, AmaraTerraMia, Tradizioni a 9:02 di anraj

martedì 28 aprile 2009

Il funerale

Posted in AmaraTerraMia tagged , , a 11:15 di angelomichele

ATTA, JATTA TRAD-TRIC-

TA MAGNET- A VUN- A VUN- LI SAVUCICC-

K- D-LOR- MARIT- MIJ-

(da Il funerale)

Gatta, gatta traditrice

Hai mangiato una alla volta tutte le salcicce Che dolore marito mio

( in memoria di Peppino Musso}

martedì 7 aprile 2009

Arrivederci al prossimo terremoto

Posted in AmaraTerraMia tagged , , , a 0:50 di hotwine

Lettera Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) al governo

01/10/2008
L’Ente da me presieduto si avvale dell’apporto di numerose unità di personale con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, assegni di ricerca e, in qualche caso, contratti di collaborazione coordinata e continuativa al fine di soddisfare i crescenti impegni istituzionali inclusi quelli relativi alla sorveglianza (anche tramite la tenuta in funzione di tre sale operative presidiate h 24 per 365 giorni l’anno) della sismicità del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate.
In particolare, allo stato attuale, a fronte di 556 unità di personale con contratto a tempo indeterminato sono in servizio:

– 282 titolari di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato;
– 68 titolari di assegni di ricerca;
– 7 titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in settori tecnico – scientifici,

per un totale di 357 unità di personale “precario”.
I 282 contrattisti risultano così distribuiti tra i profili professionali:

– n. 108 ricercatori
– n. 59 tecnologi
– n. 76 collaboratori tecnici enti di ricerca (tecnici specializzati)
– n. 39 addetti ai servizi amministrativi e di supporto.

Di essi, circa 175 sono inseriti nelle graduatorie degli “stabilizzandi” 2007 (sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2007 ma non sono rientrati nei contingenti autorizzati dal Governo). Nelle more della stabilizzazione, l’Ente si era attrezzato per continuare ad avvalersi di loro, come previsto dalle norme.
Altri circa 45 “precari” hanno risposto all’avviso pubblico emanato in applicazione dell’art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008 e presumibilmente sarebbero entrati nelle graduatorie 2008.
In tutti i casi si tratta di personale altamente specializzato che ha contribuito fortemente ai risultati scientifici conseguiti dall’Istituto nei settori tradizionali di attività (sismologia, vulcanologia, geomagnetismo e aeronomia) ma anche in nuovi campi di attività quali la climatologia dinamica e la oceanografia operativa; risultati particolarmente positivi come si evince dal fatto che l’Ente che ha ricevuto sul piano nazionale una ottima valutazione da parte del CIVR (http://vtr2006.cineca.it/php4/vtr_rel_civr_menu_x_area.php?info) e ha conseguito diversi importanti riconoscimenti sul piano internazionale (si veda ad esempio la notizia riportata dal sito http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/).
La forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati non è dovuta ad abusi nel ricorso al lavoro flessibile ma è dovuto essenzialmente al fatto che l’Istituto, essendo nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di divieto di assunzioni.
In questi anni, nella quasi totale impossibilità di reclutare addetti alla ricerca con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l’Ente si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca nazionale, comunitaria e internazionale, ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile.
Il personale in discorso è diventato così parte integrante delle risorse organiche dell’Ente e ha consentito soprattutto all’Istituto di onorare gli impegni internazionali.
Ora, le norme contenute nell’emendamento all’art. 37 – bis del ddl n. 1441 – quater:

– cancellerebbero le aspettative di stabilizzazione del personale inserito già da alcuni mesi nelle graduatorie degli “stabilizzandi” 2007 (abrogazione dell’art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007);
– annullerebbero la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge finanziaria 2008 che all’INGV è in avanzato stato di completamento (abrogazione dell’art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008);
– vanificherebbero lo sforzo realizzato dall’Ente per onorare i rinnovi “ope legis” dei contratti degli stabilizzandi 2007 e quello in programma per gli “stabilizzandi” 2008 (abrogazione dell’art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007 e dell’art. 3, comma 92, della legge finanziaria 2008);
– costringerebbe l’Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività,

senza contare che quelle contenute nella legge n. 133/’08:

– bloccano ogni forma di sviluppo dell’Ente, dal momento che il taglio della dotazione organica di cui all’art. 74 della legge n. 133/’08, cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l’INGV (n. 28 posti su 584), comportando, quindi, la totale saturazione dell’organico.

Tutto ciò premesso, mi appello alla sensibilità degli organi di governo affinché le predette disposizioni normative possano essere rivedute e si possa porre in essere quanto necessario per consentire all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di salvaguardare e poi, con la dovuta gradualità e previa rigorosa verifica del possesso dei requisiti professionali e dell’attività svolta, assorbire i propri lavoratori precari che costituiscono ormai uno strumento irrinunciabile per le attività dell’Ente e un patrimonio per il Paese.

Enzo Boschi
Presidente INGV

Tullio Pepe
Direttore Generale INGV

martedì 31 marzo 2009

CIAO,MARCELLONE

Posted in AmaraTerraMia a 9:23 di angelomichele

                        HO SAPUTO DELLA TUA

MORTE DALLA PROF ELENA VOLPE IN CORRADO

PERRONE.

LA TUA ULTIMA POESIA ESALTAIL TUO VALOREPOETICO.IL MONUMENTO CHE TU HAI  CREATOIN PIAZZADEI MILLE AD APRICENA TESTIMONIA E SARA’ UN SIMBOLO DELLA TUA GRANDEZZA E UN INSEGNAMENTO ALLE FUTURE GENERAZIONI DI APRICENESI.

SARA’ DIFFICILISSIMO DIMENTICARTI E SPEGNERELE NOSTRE LACRIME SINCERE

APRICENA TI HA AMATO E TI AMERA’

NEL TEMPO

LA STORIA DIRA’ IL SENSO DELLA TUA VITA DA VAGABONDO E IL  VALORE DELLA TUA GRANDEZZA

LA COLOMBA DELLA PACE CHE MI REGALASTI,PRIMEGGIA

SULLA MIA MODESTA LIBRERIA.

I MIEI FIGLI, I MIEI NIPOTI DIRANNO DOTE CON ORGOGLIO

CIAO, MARCELLO ,AMICO MIO

REQUIESCAT IN PACEM

michele

sabato 28 marzo 2009

l’ultima poesia di Marcello Pirro,un capolavoro assoluto

Posted in AmaraTerraMia a 12:43 di angelomichele

UN GIORNO,( DI DOMENICA)

VERRA’ LA MORTE A FARMI VISITA

CON LA DISCREZIONE CHE E’ SOLO SUA

MI DIRA’ CHE E’ FINITA

NON POTRO’  REPLICARE

MI VESTIRANNO COL VESTITO DELLA FESTA

I GUANTI BIANCHI E LE SCARPE DI VERNICE

BEN PETTINATO TERRO’ L’ULTIMO AUDITORIO.

PERDERO’ L’URGENZA DEL SOLILOQUIO

E LA FRETTA DI VIVERE

SENZA OROLOGI SCRIVERO’ L’ULTIMO EPIGRAMMA

CHE SARA’ SOLO MIO

NEL BUIO SENZA TEMPO DELLA TOMBA

martedì 3 marzo 2009

A tutti noi studenti, a tutti noi emigranti…

Posted in AmaraTerraMia tagged , , , , , , , a 20:46 di hotwine

Un’esperienza dolorosa che accomuna moltissima gente del Cilento, una terra che ha visto un esodo massiccio di emigranti verso la cosiddetta America povera, l’America del sud.

Questa poesia, declamata dal suo autore, Giuseppe De Vita, riguarda la storia vera del padre partito dopo i suoi quarant’anni per il Venezuela, Caracas, per poter fare studiare i figli.
Al ritorno del padre a casa, a Moio della Civitella, dopo ben tredici anni (il figlio Giuseppe stava già per laurearsi ingegnere, per cui i sacrifici del padre non furono vani):

“quando tornasti padre, dopo tanti anni, a stento, come spunta un altro fiore sul melo, dopo una gelata d’aprile, così spuntarono tra di noi gli sguardi, le parole, le confidenze”

Quanno partisti

Quanno partisti / patre, ppe la Merica / a la ventura / ‘nno respensorio ‘ncuoddo / nne lassasti. / Nui, zichi, / parìamo orfanieddi / spiersi inta la via.

La tofa re lo postale / tinìa e ancora tene / sapore re tofa re navi.

Inta la vigna / mogliereta s’accirìa re fatìa / ppe spenne / ddo fuoco re giuventù / ca inta re ardìa.

Ia ppe la casa / mammeta ‘nzallanuta / e li iuorni e la vita / le conzumava senza fantasia.

Quanno tornasti, patre, / roppo tant’anni, / come sponta ‘n ato fiore / a stiento / ‘ncoppa lo milo / roppo ‘nna gelata r’abbrìli / accussì / spontarono tra re nui / le parole, li sguardi, le cunfirenze.

‘Ncasa nosta, a lo Ciliento / avìa fatto meno ranni la uerra! (in dialetto cilentano)

(in lingua)

Quando partisti, padre / per l’America, alla ventura / un’angoscia dentro ci lasciasti.

Noi, piccoli, / sembravamo orfani / smarriti sulla via.

Il clacson del pullmann / aveva, ed ancora ha / sapore di sirena di nave.

Nella vigna, tua moglie / si dannava di fatica / per spendere quel fuoco di gioventù / che le ardeva dentro.

Vagava per la casa / tua madre senza più senno / ed i giorni e la vita / li consumava senza fantasia.

Quando tornasti, padre, / dopo tanti anni / a stento, come spunta un altro fiore sul melo / dopo una gelata d’aprile / così spuntarono tra di noi: / le parole, gli sguardi, le confidenze.

In casa nostra, al Cilento, / aveva fatto meno danni la guerra!

http://giuseppedevita.wordpress.com

Grazie a Luigi Vergura

giovedì 26 febbraio 2009

RETTORI AQUIS, I TAGLI 2010 SARANNO DEVASTANTI

Posted in AmaraTerraMia tagged , , , a 15:50 di hotwine

ROMA – Ripartire le risorse a disposizione, pur contenute, sulla base di criteri di merito mettendo a punto al più presto un efficace sistema di valutazione dei risultati conseguiti sul piano della didattica e della ricerca: è questa la ricetta, in tempo di crisi, per rendere competitivi sul piano internazionale gli atenei del Belpaese. A proporla sono i rettori dell’Associazione per la qualità delle università italiane statali (Aquis), 13 atenei dal Nord al Sud della penisola, che a questo proposito hanno inviato al ministro Gelmini una lettera aperta in cui fissano alcuni paletti irrinunciabili. A cominciare dalla richiesta di “dare corso a quanto il ministro ha iniziato a fare con coerenza e determinazione”. “La nostra posizione – hanno spiegato in una conferenza stampa, ospitata nella sede dell’Ansa, i rettori dell’Aquis – si inquadra nella prospettiva indicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: ‘no’ a tagli indifferenziati e indiscriminati”.

E poi, i bilanci trasparenti – hanno assicurato – sono un pre-requisito per tutte le amministrazioni pubbliche, soprattutto in tempi di crisi. Precisando che: “l’Aquis non è il club degli atenei virtuosi: avere i conti in regola dovrebbe essere la normalità per tutti”. I rettori hanno quindi puntato il dito contro una “anomalia tutta italiana”: “da 15 anni le università sono autonome nella gestione del proprio bilancio. Ricevono cioé finanziamenti ministeriali, fanno al loro interno le scelte di allocazione di queste risorse, ma le scelte che fanno non hanno alcuna conseguenza su come verranno ripartiti l’anno successivo i fondi pubblici. Che la gestione sia oculata o meno, che i conti siano sotto controllo o siano in deficit, che la qualità delle performance sia più o meno buona tutto ciò non incide sui meccanismi di ripartizione delle risorse”. Il punto è – denunciano i rettori che “non esiste un meccanismo serio e adeguato di valutazione delle università italiane”.

PIU’ SOLDI A CHI FA MIGLIORE RICERCA Le università che fanno migliore ricerca devono avere più finanziamenti. I rettori dell’Aquis chiedono quindi un riequilibrio nell’assegnazione dei fondi agli atenei sulla base di indicatori di qualità. A questo proposito, oltre a sollecitare il varo nel più breve tempo possibile di un’Agenzia nazionale di valutazione (il relativo regolamento è già stato licenziato), i rettori suggeriscono l’adozione di un sistema misto di valutazione: che abbini cioé il meccanismo del Peer review (ovvero la valutazione del merito scientifico affidata ai ‘pari’, cioé ai membri della comunità scientifica) ai cosiddetti indici bibliometrici (cioé l’analisi delle citazioni ottenute dai singoli lavori scientifici).

TAGLI PER 2010 DEVASTANTI, A RISCHIO DOTTORATI RICERCA I tagli ai fondi per le università italiane per il 2010 (l’ultima manovra finanziaria ridurrà di circa il 10% i finanziamenti pubblici agli atenei) “saranno devastanti se resteranno nelle proporzioni oggi previste” avvertono i rettori. A rischio – aggiungono – sono anche le borse di dottorato per il prossimo anno. “Le conseguenze dell’attuale crisi economica – hanno detto – le subiranno innanzitutto i giovani. E sostenere i dottorati di ricerca è importante perché sono proprio questi a permettere di ottenere le migliori performance nella ricerca”.

IN META’ REGIONI ATENEI SOTTOFINANZIATI In metà delle regioni italiane le università sono sottofinanziate. “Il sottofinanziamento accumulato da alcuni sistemi universitari regionali è diventato ormai tale – dicono i rettori – da creare una situazione iniqua e insostenibile”. A fronte di ciò ribadiscono l’opportunità di ripartire i fondi non a pioggia ma attraverso lo strumento degli accordi di programma stabilendo un patto di stabilita finanziaria ateneo per ateneo.

Ansa 2009-02-26 14:54


lunedì 23 febbraio 2009

Il dolore dei tagli

Posted in AmaraTerraMia tagged , , , , , , , a 20:18 di hotwine

Napolitano: “No tagli a ricerca”
Gelmini: “Eliminiamo solo gli sprechi”
Brunetta: “Senza polemica, non ci sono state riduzioni indiscriminate”

Vediamo un pò cosa è successo e cosa è cambiato a partire dalla ormai celeberrima 133. Riporto soltanto le sezioni relative ai tagli di FFO, se volete leggere tutto il resto vi rimando al testo delle leggi su http://www.camera.it, la legge 9 gennaio 2009 n.1 ha introdotto delle novità importanti, che hanno di fatto migliorato la situazione rispetto alla prima legge.

Legge 6 agosto 2008, n. 133
“In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.”

Legge 9 gennaio 2009, n. 1
“l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ integrata di euro 24 milioni per l’anno 2009, di euro 71 milioni per l’anno 2010, di euro 118 milioni per l’anno 2011 e di euro 141 milioni a decorrere dall’anno 2012.”

I tagli sono diminuiti, è vero ma di quanto?
2009: 63.5 – 24 = 39.5
2010: 190 – 71 = 119
2011: 316 – 118 = 198
2012: 417 – 141 = 276

Sul sito http://www.miur.it (ministero dell’istruzione, università e ricerca), in prima pagina appare un documento che può essere facilmente scaricato (cliccate qui: )

Ecco il titolo di questo documento:

Trasparenza nei concorsi, stop alle baronie, più spazio ai giovani,
premiare i bilanci virtuosi delle Università

E dei tagli? Chi è che parla?

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