venerdì 9 luglio 2010

Un saluto a Fratelli Fiori

Posted in La Canzone, La nostra musica, Tradizioni a 15:43 di anraj

Siete felici!

sabato 24 aprile 2010

lepoesie di matteo salvatore

Posted in Senza categoria a 11:27 di angelomichele

finalmente sono riuscito a trovare un cd di matteo salvatore con 17 canzoni

piano piano le scrivero in apricenese e le pubblichero sul notro blog

ciao domenico,ciao antoaneta/molto probabilein agosto saro a bansko per il jazz festival

ciao a tutti

angelomichele

giovedì 22 aprile 2010

Tiromancino – Amore Impossibile

Posted in La Canzone, La nostra musica, Poesia Bulgara a 10:30 di anraj

Rimani qui, scende la sera
sopra di noi, si poserà
e aspetteremo così, la primavera
solo se vuoi, ci troverà

Mi perdo dentro ai tuoi occhi
che sorridono, ma ora so
E’ amore impossibile quello che mi chiedi
sentire cio’ che tu sola senti
e vedere cio’ che vedi
Chiudere la realtà, dentro la tua isola
ma non perdere la voglia di volare
perchè l’amore è amore impossibile
quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
Senso di libertà, oltre le stelle e il cielo
che è nascosto sul fondo dell’anima

Rimani qui, non sei da sola
se partirai, ti seguirò
e ce ne andremo così senza paura
tempo per noi, si troverà
mi perdo, dentro ai tuoi sogni
che mi avvolgono, ma ora so
E’ amore impossibile quello che mi chiedi…
sentire cio’ che tu sola senti
e vedere cio’ che vedi
Chiudere la realtà dentro la tua isola
ma non perdere la voglia di volare
perchè l’amore è amore impossibile
quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
Senso di libertà oltre le stelle e il cielo
che è nascosto sul fondo dell’anima

Chiudere la realtà, dentro la tua isola
ma non perdere la voglia di volare
perchè l’amore è amore impossibile
quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
senso di libertà, oltre le stelle e il cielo
che è nascosto sul fondo dell’anima
che è nascosto sul fondo dell’anima
che è nascosto sul fondo dell’anima
che è nascosto sul fondo dell’anima
Tiromancino – Amore Impossibile


Невъзможна любов

Остани тук , спуска се вечерта
Над нас ще се разположи
И ще чакаме така. Пролетта ,
Само ако искаш , ще ни намери.
Губя се в твоите очи ,
Които се усмихват , но сега знам :

Невъзможна е лябовта , която искаш ,
Да чувствам това , което ти сама чувстваш ,
Да виждам това , което ти виждаш.
Да затворим реалността в твоя остров ,
Но не губи желанието да летиш,
Защото Любовта е невъзможна любов
Когато не успяваш да следваш е недостижима .
Чувството за Свобода отвъд Звездите и Небето ,
Което е скрито на дъното на душата.

Остани тук , не си сама ,
Ако заминеш , ще те последвам
И ще отидем без страх ,
Време за нас ще се намери .
Губя се в твоите мечти ,
Които ме увиват , но сега знам:

Невъзможна е лябовта , която искаш ,
Да чувствам това , което ти сама чувстваш ,
Да виждам това , което ти виждаш.
Да затворим реалността в твоя остров ,
Но не губи желанието да летиш,
Защото Любовта е невъзможна любов
Когато не успяваш да следваш е недостижима .
Чувството за Свобода отвъд Звездите и Небето ,
Което е скрито на дъното на душата.

mercoledì 21 aprile 2010

Blue canari

Posted in 1, La Canzone, La nostra musica a 16:07 di anraj

Vincent C. Fiorino – Blue canary (música&letra!)

Blue canari di ramo in ramo,
Gorgheggi al vento il tuo richiamo.
Blue canari attendi invano
Che torni al nido chi ando lontano…
Ogni fior del mio giardino,
Sullo stelo si è reclinato.
Ed ascolta intimidito
La tua favola accorata…
Sopra i rami del gran pino
Dal tuo nido dimenticato
S’ode a sera disperato
Il richiamo era partito.
Blue canary che affidi al vento
le tristi note del tuo tormento

Maria Koseva & Nikola Tomov – Blue Canary (Vincent Fiorino)

Blue Canary – Marisa Fiordaliso&Enzo Amadori

Melisa Fiordoliso Carlo Butti – Blue Canaries

Serenata serena

Posted in 1, La Canzone, La nostra musica a 16:02 di anraj

Serenata serena
Un poco per davvero, un pò per gioco,
torniamo al sogno del balcone antico.
Con un suonare fioco, fioco, fioco,
ci assiste il mandolino che ci è amico.

Ah, ah, ah, la luna guarda e sa.
Serenata serena si’ come serena è la sera,
chi giurava “Si, sono sincera”,
sincera non era.

Non m’attende, non risponde,
non mi tende le sue braccia.
Si pretende, si nasconde,
non discende, non s’affaccia.

Serenata serena si’ come serena e la sera,
tu, sincera, canora, leggera,
carezza il mio cuore
che amato non è.

Chi mi voleva bene e me l’ha detto,
chi m’ha donato il bacio più scarlatto,
ha tinto più di un viso di rossetto
dimenticando il male che m’ha fatto.

Ah, ah, ah, la donna questo fa.
Serenata serena si’ come serena è la sera,
chi giurava “Si, sono sincera”,
sincera non era.

Non m’attende, non risponde,
non mi tende le sue braccia.
Si pretende, si nasconde,
non discende, non s’affaccia.

Serenata serena si’ come serena e la sera,
tu, sincera, canora, leggera,
carezza il mio cuore
che amato non è.

Ah ah ah ah, ah, ah, ah
l’amavo tanto!

Non s’affaccia!

Serenata serena se amore ha sbarrato la porta,
se non vuole ascoltare il concerto,
che importa, l’avverto,
io canto per me!
Franco Ricci – Serenata Serena – Canzone Italiano

Carlo Buti – Serenata Serena

venerdì 16 aprile 2010

The Wave of Love

Posted in 1 a 12:20 di anraj

The Wave of Love

Beyond the Threshold ~ The Secret of the Gold Ring XXXX 2012

Astral Projection

Total Eclipse – Blue Galaxie (1996) [Downtempo-Ambient]

Cosmic Baby – The Space Track (Original Mix) 1992 [Ambient-TRANCE]

ASTRAL PROJECTION – Kabalah

mercoledì 24 marzo 2010

Francesco Petrarca

Posted in 1, AmaraTerraMia tagged , a 9:51 di anraj

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (I)
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Благословен да бъде деня и месеца и годината …
Сонет посветен на Лаура , Петрарка се надява на отговор на чувствата му.

Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno (LXI)
Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno
e la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto
e ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’ànno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco e le saette ond’io fui punto,
e le piaghe che ‘nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia Donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e ‘l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,
ch’è sol di lei; sì ch’altra non v’à parte.

Сонет посветен на Лаура от Петрарка

Chiare fresche e dolci acque
Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co’ l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l’ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch’a lusato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là ‘v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa e lieta,
cercandomi: ed, o pieta!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
e faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior’ sovra ‘l suo grembo;
ed ella si sedea umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual con un vego errore
girando parea dir: Qui regna Amore

Quante volte diss’io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ‘l volto e le parole e ‘l dolce riso
m’aveano, e sì diviso
da l’immagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch’altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant’ài voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco, e gir in fra la gente.

Молитва на Петрарка
Padre del ciel, dopo i perduti giorni (LXII)
Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,

piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita ed a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno tese,
il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
ch’i fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.

Miserere del mio non degno affanno;
reduci i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.
Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta e umanista italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è ilCanzoniere. Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

Petrarch says he was born on Garden Street in the city of Arezzo, just at dawn on a Monday. He was the son of Ser Petracco. He spent his early childhood in the village of Incisa, near Florence. Petrarch spent much of his early life at Avignon and nearby Carpentras, where his family moved to follow Pope Clement V who moved there in 1309 to begin the Avignon Papacy. He studied law at Montpellier (1316–20) and Bologna (1320–23) with a lifelong friend and schoolmate called Guido Sette. Because his father was in the profession of law he insisted that Petrarch and his brother study law also. Petrarch however was primarily interested in writing and Latin literature and considered these seven years wasted. Additionally he proclaimed that through legal manipulation his guardians robbed him of his small property inheritance in Florence, which only reinforced his dislike for the legal system. He protested, “I couldn’t face making a merchandise of my mind”, as he viewed the legal system as the art of selling justice.[2]
Франческо Петрарка,роден в Арецо 1304 – Аркуа 1374г , е италиански писател поет и хуманист .Ранните си години прекарва в Авиньон , защото семейството му следва папа Климент V .Учи право в Монпелие (1316–20) и Болоня (1320–23). Пътешествал из Европа и го използвали за посланик, а той пътувал за удоволствие.Световно известен е със сборник стихове „Канцониере”. Той е автор на Латински ,но има значителна роля за развитието на италианската поезия на простонароден език.
Декламира Рикардо Дзуфелато

Не намирам покой

pace non trovo Francesco Petrarca
http://www.youtube.com/watch?v=F4vRzk0h2Mc

Uno tra i più bei sonetti del Canzoniere declamato da Riccardo Zuffellato

Шест сонета от Феанческо Петрарка,рецитира Нацарено Луиджи Тодарело.

Вие , които слушате в рими

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono by http://www.operamondo.it
sei sonetti di Francesco Petrarca voce Nazzareno Luigi Todarello

http://www.youtube.com/watch?v=ZoSRZe9MfdU


Беше ден ,в който слънцето се обезцвети

Francesco Petrarch Era il giorno chal sol si scoloraro” (The Suns Rays) Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=cTxMtzmU9_c

Petrarch Canzoniere Latin Poem Animation
http://www.youtube.com/watch?v=D9aKCUb3JoI

Сам и замислен ,най-пустите полета

Solo e pensoso i più deserti campi, petrarca , riccardo zuffellato
http://www.youtube.com/watch?v=sGqdD713CMk

lunedì 22 marzo 2010

Domenico Quaranta

Posted in 1 a 9:20 di angelomichele

ORA INGEGNER DOMCiao Antoaneta,,ho appena ricevuto la bella notizia del ritorno in terradelrimorso di Domenico Quaranta, ora nelle vesti di ingegner Domenico Quaran

mercoledì 10 marzo 2010

INCONTRO CON MATTEO 2

Posted in Matteo Salvatore tagged a 10:06 di angelomichele

INCONTRO CON MATTEO,seconda parte

quedd-lu magna’ bbon- je semp- lu piatt- d- maccarun cla carn-(il miglior modo di mangiare e’ sempre maccheroni col sugo)
jev- da mo  ka nla ved- na bella braciola  d- carn clu putr-sin e l’aggij( da molto tempo non mangio un involtino)
C-fa Nannin- jev da mo ca n-lu ved-.C- fa?(da molto tempo non vedo a Nannin- p-rron-)
Eh mae’ Zi Nannin- e’ mort- lu cor- lu cor-,Matte(Eh, maestro, zio Nannino e’ morto di infarto)
Uh- m- d-spiec assa, e quant’ann- t-nev?(mi dispiace molto, e quant’anni aveva?)
T-nev cchiu’ poc- d- s-ttant’ann-( aveva meno di 70 anni)
U si- jeva gion- lu kr-stien, m- d-spiec- assa assa( hai sentito, era giovane)
a la morta tradr-tric-
Ji lu cor- lu teng bbon paro’ teng lu diabet( il cuore va bene pero ho il diabete)
fra poc- le ji a truva a Nannin-(tra poco lo andro’ a fare compagnia)
E mamm-ta Delaid- k- fa sta bbon?( e tua madre Adelaide sta bene in salute?)
Eh, mae’  pur mamma mi je mort( Eh maestro, anche mia madre e’ morta)
Uh madonna mija bella pur delaid- e’ mort?( oh madonna mia bella anche Adelaide E’ morta?)
Pov-ra Delaid- je rumes- ved-v- troppa ggion-( povera Adelaide che rimase vedova in giovane eta’)
PAUSA,  restiamo in silenzio entrambi io e Matteo
Poi di scatto Matteo si alza e
Uaglio’ ma fatt- tanta tanta piacer- ka c- sim- fatt- na bella parleta pruc-nes-, paro’ mo  me ne ji- a la ches-
ca me ji a pigghija’ lu pinn-l-tle ditt- ka teng lu diabet-/Paro’ e’ campet- bbon ammez- a cr-stiene ricc e important
sacc com e’ fatt- ji ca n- sacc ne legg e ne scriv-Gli stringo la mano con tanta emozione
DOPO QUELLA SERA NON L’HO PIU’ VISTO NE A FOGGIA E NE AD APRICENA
L’HO VISTO IN VIA ROMA AD APRICENA LA SUA BARA DI NOCE SCURO COME LA SUA MAGICA CHITARRA

lunedì 8 marzo 2010

INCONTRO CON MATTEO 1

Posted in Matteo Salvatore a 11:57 di angelomichele

INCONTRO CON MATTEO

Una sera,del 2003,durante il mio soggiorno a foggia,in compagnia di Marcello
ci sediamo a prendere un caffe’ al bar sotto i portici.
Ad un certo punto, sento una parlata dialettale familiare
Mi giro e…. incrocio il suo sguardo…..Si era proprio lui Matteo zik- zik-
-bona ser-,mae'( buona sera maestro)
ue ma tu si pruc-nes-?(ma tu sei apricenese?)
scin- so pruc-nes-(si sono apricenese)
e k- fa qua’?( e cosa fai qui)
e fatt- asciarr- k- mugghijer-m- e mo jab-t- a foggji(ho litigato con mia moglie e ora abito qui )
Chija si a chi appartin-?( chi sei a quale famiglia appartieni?)
So figghji a delaid- perron-(mia madre e’ AdelaidePerrone ,la sorella di Nannino Perrone)
Oh… piacer- uaglio'( piacere di conoscerti)
Ah Nannin P-rron- quanta sak d- farin- amma skar-ket a lu forn d- Nannin-(quanti sacchi di farina abbiamo scaricato
al forno diGiovanni Perrone)
-Nannin- P-rron- jev nu grand- signor-(giovanni Perrone era un gran signore)
dop- la fatij-, subit- c- dev- li sold(dopo il lavoro subito ci pagava)
Li sold bbon- quant jev- bell- la dec- m-lalir-,t’agnev- la saccocc-( quanto era bella la diecimilalire)
— e quant- magnet ciamma fatt- d- carn- e paten-( equante cene a carne e patate abbiamo fatto)
lu profum- lu vi,t- dev- a la kep-, quisti giun- d- mo c- magn-n- sti panin- m-r-ken ca fann- propr- shkif-
////questi ragazzi moderni ora mangiano panini americani che fanno veramente schifo////
PRIMA PARTE

Pagina precedente · Pagina successiva