mercoledì 18 febbraio 2009

Congedo

Posted in Poesia Bulgara tagged , , , a 0:08 di hotwine

CONGEDO (NA PROSHAVANE V 1869g.) – Hristo Botev

Non pianger, madre, non ti disperare
se hajdùt son diventato
un hajdùt, madre, ribelle,
e pel primo figliuolo a lacrimare
t’ho, misera, lasciato.
Ma impreca, madre, e maledici quelle
prepotenze de’ Turchi infami e nere,
che noi giovani han costretto
a errar miseri e invisi fra straniere
terre pesanti. Ahimè!
So, madre, che ti son caro, perché
morir giovane posso, il bianco e queto
Danubio attraversando.
Ma dimmi, madre, tu che cosa mai
debbo far se m’hai dato un cuor virile,
un cuor d’eroe. E quel cuore, lo sai,
non può, no, tollerare
che il Turco infurii
sul mio paterno sacro focolare,
là, dove son cresciuto,
là, dove il primo latte t’ho bevuto,
dove il mio amore bello il suo bel viso
levava, e gli occhi neri
e il placido sorriso
figgeva nel mio cuore costernato;
dove per me piangeva il padre mio
ed i mesti fratelli!
Oh, perdonami, mamma, eroica madre!
oh, perdonami, mamma, e dimmi addio!
In ispalla il fucile,
odo gli appelli
del mio popolo caro contro il vile
infedele nemico.
E là per tutto ciò
che al mondo m’è più caro,
per te, pel padre, pei fratelli miei,

e pel popolo mio mi batterò.

prof.Angelo Michele Lombardi

giovedì 12 febbraio 2009

Fede

Posted in Poesia Bulgara tagged , , a 20:10 di hotwine

Fede  (in lingua originale: VJARA) di Nicola Vaptzarov

Io respiro,lavoro,vivo
e scrivo versi
così come posso
Io e la vita ci guardiamo rabbiosi
di traverso e contro la vita
Io lotto
sino all’estremo
sono in conflitto con la vita
ma tu non pensare  che io la disprezzi
anche sulla soglia della morte
continuerei  ad amare la vita,
le sue brutali mani d’acciaio.
Ancora l’amerei
E, se mi stringessero al collo
un nodo scorsoio
chiedendomi se ancora per un’ora
volessi restare in vita
io griderei,senza indugio,
via questa corda o
Carnefici
per la vita affronterei ogni prova
volerei dentro una macchina senza
collaudo,
entrerei in un razzo esplosivo
per cercare da solo nello spazio
lontani pianeti.
E,anche così
sentirei un sottile fremito
vedendo comӏ azzurro ilcielo
lassù
proverei l’incantevole brivido
d’essere ancora in vita
d’esistere ancora domani,
ma se voi mi prendete,
quanto?
un solo grano della mia FEDE
allora getterò un grido,
urlerò di tormento
come pantera ferita al cuore.

Che resterebbe allora di me?
un attimo dopo la vostra rapina
sarei distrutto
o,più esattamente,più
chiaramente,un attimo dopo la
vostra rapina
di me non resterebbe altro che
il nulla.
voi forse volete abbattere
la mia fede nei giorni felici,
in un domani dove la vita
sarà più  saggia e serena?
ma come potete abbatterla,dite?
con raffiche di proiettili?
No non vi conviene tentare
sarebbe tempo perduto
la mia FEDE è difesa saldamente
dentro il mio petto
e il piombo capace
di penetrare questa corazza,
ancora non è stato trovato.
Nessuno l’ha ancora scoperto

Fucilato il 29 luglio 1942 da un plotone di nazisti.Aveva 33 anni.

La poesia è stata tradotta e pubblicata in 50 lingue diverse del nostro pianeta.

prof.Angelo Michele Lombardi