martedì 14 aprile 2009

Marcello Pirro , poeta

Posted in Marcello Pirro tagged , a 7:59 di angelomichele

IL VIAGGIO VERSO LA NOTTE E’ COMINCIATO

SARA’ LO STESSO TRENO DEL SOLE A BUCARE LE NEBBIE

TRA SAPORI E DISSAPORI

LA MEMORIA MI TERRA’ PER LA GOLA

PERCHE’TACCIA MI ACCAREZZERA’ GLI OCCHI

SIAMO AL CAPOLINEA OCCHIO DI FALCO

L’ODORE DELL’UVA MATURA E’ LONTANO

PROSSIMA LA SEMINA

TRA POCO IL FERRO DELLA GONDOLA E IL SENSO

TI CHIEDERANNO DI QUESTA LUNGA ASSENZA

NOTIZIE CONCRETE DELLA TUA BISANZIO

martedì 24 marzo 2009

A mia madre

Posted in Bulgaria tagged , , , , a 23:28 di hotwine

TO MY MOTHER – HRISTO BOTEV

WAS IT YOU,DEAR MOTHER,KEENED SO PLAINTIVELY
CURSED ME FOR THREE LONG YEARS
TO WANDER A HOPELESS VAGABOND,
TO ENCOUNTER WHAT MY SOUL DESPICES?

HAVE’NT I SQUANDERED FATHER’S SAVINGS
WOUNDING YOU DEEPLY
WHILE MY GREEN YOUTH,DEAR MOTHER
DRIES UP AND FADES,SORELY AFFLICTED

MY GOOD FRIENDS DEEM ME HAPPY
BECAUSE I LOUGH TOGETHER WITH THEM
THEY DON’T KNOW HOW I ROT INSIDE
HOW MY YOUTH HAS FELT THE FROST’S STING

HOW COULD THEY KNOW? I HAVE NO FRIENDS
TO CONFIDE THE SECRETS OF MY HEART
WHOM I LOVE WHAT-WHAT I BELIEVE IN
MY DREAMS AND THOUGHTS……MY SUFFERING

BESIDE YOU THERE IS NO ONE,DEAR MOTHER
YOU ARE MY LOVE AND FAITH
BUT I, NO LONGER HOPE TO EMBRACE YOU,
MY HEART TURNS TO ASH

I DREAMED MANY A DREAM
WE’D SHARE HAPPINESS AND GLORY TOGETHER
BUT FOR ALL MY DESIRES,A PITY LAY IN WAIT
ONE THING REMAINED,POOR ONE

TO FALL INTO YOUR DEAR EMBRACE

SO THIS YOUNG HEART,THIS SUFFERING SOUL
MIGHT SEEK YOUR SOLACE,POOR WRETCH
FATHER AND SISTER,AND DEAR BROTHERS,
I WANT TO EMBRACE YOU WITHOUT HARD FEELING,

THEN LET MY VEINS TURN COLD
THEN LET ME ROT IN THE GRAVE

traduzione

A MIA MADRE
Mamma, non eri tu quella donna che si lamentava
per tre lunghi anni fino a rendermi un vagabondo,
da disprezzare la mia anima?
Non sono stato io a dissipare gli averi paterni
lasciandovi una profonda ferita
mentre la mia verde eta’ si inaridiva nel dolore
i miei cari amici mi pensavano felice perche’ insieme ridevamo
Non sapevano i miei dolori
non conoscevano il freddo della mia anima
ma come potevano sapere?
Non avevo amici cui confidare
i segreti del mio cuore
chi amavo, in cosa credevo
i miei sogni, i pensieri……..le sofferenze
OLTRE TE, MAMMA, NON HO NESSUNO,
Tu sei ilmio amore, la mia fede
Ma non spero piu’ di abbracciarti
Il mio cuore diventa cenere
Molto ho sognato mamma cara
avremmo condivisoinsieme felicita’ e gloria
Avevo la forza cos’altro potevo desiderare?
Ma per ogni mio desiderio una fossa e’ pronta
Un desiderio, uno solo, e’ rimasto nella mia anima
CADERE NELLE TUE BRACCIA
Cosi che questo giovane cuore, quest’anima infelice
possa sentirsi viva e trovare sollievo,povero me,
Padre, sorella e Cari fratelli Vi abbraccio senza emozione
LASCIATE CHE LE MIE VENE DIVENTINO GHIACCIO
E LASCIATEMI MARCIRE IN UNA TOMBA

prof.Angelo Michele Lombardi

giovedì 5 marzo 2009

Ivan Vazov

Posted in Bulgaria tagged , , , a 21:16 di hotwine

IVAN VAZOV( Sapot 27 giugno 1850-Sofia 22 Settembre 1921)


e’ considerato il Patriarca della letteratura bulgara.La sua produzione spazia dalla poesia alla narrativa.Opero’ in pieno fermento risorgimentale per la lotta di liberazione dai Turchi ottomani.Percio’ non fu solo letterato di grande spessore ma anche politico.Il suo romanzo piu’ famoso e’ SOTTO IL GIOGO, un’opera che descrive la vita e le sofferenze quotidiane del popolo bulgaro durante gli oscuri anni di dominio dei Turchi Ottomani
Elenchiamo della sua produzione
-la tristezza della Bulgaria=poesie
-L’epopea dei dimenticati=poesie
-Nuova terra=romanzo
-Canzoni per la Macedonia=poesie
-Non morira’ piu’=poesie
ALL’ITALIA
SALUTE’ ITALIA,TERRA BEATA
TERRA CELESTE DI CARMI E SUONI
TERRA DEL GENIO,DELLE CANZONI,
SALUTE, O TERRA DI OGNI BELTA’

TERRA D’ETERNI POETI, ETERNA
TERRA DI TASSO,PETRARCA,DANTE,
O DEL SONETTO TERRA FRAGRANTE,
SALUTE, ITALIA, TERRAD’AMOR

SALUTE,ITALIA LONTANA ANCORA
E’LA TUA GAIA RIVA GLORIOSA,
A TE GIA’ VOLA L’ANIMA ANSIOSA,
AHI,DELLA NAVE LENTO E’ L’ANDAR

VOLO AI TUOI MONTI,AGLI APPENNINI
AL TUO FUMANTE VESUVIO,AI VAGHI
TUOI CONTINENTI’AI MARI,AI LAGHI
VOLO AI TUOI RUDERI, AI TUOI CASTELLI

IO, DEL BALCANO LIBERO FIGLIO
CON SLANCIO D’AQUILA LEVARMI ANELO
ALLE CELESTI VOLTE,AL TUO CIELO
D’ARIA SON EBRO’DI LIBERTA’.

VERSO TE VOLO,A TE SALUTO
PORTO DEI CERULI NOSTRI ORIZZONTI
DELLE NEVOSI VETTE DEI MONTI
DELLE DIVINE VALLI DI ROSE

A TE IL SALUTO DELLA BULGARIA
SOVR’ESSA IL MANTO MAGGIO DISTENDE
COME TE ANCH’ESSA BRILLA,RISPLENDE
NELLA SPERANZA,NEI CANTI E FIORI

NAVIGA O NAVE, PORTAMI LA’,
DOVE MATURANO D’ORO I LIMONI
LA DOVE ETERNI SON CANTI E SUONI,
SOTTO I BENEFICI DONI DEL CIEL
Ivan Vazov
Riportiamo qui due opere che mettono in risalto l’amicizia e l’amore del poeta per l’Italia

prof.Angelo Michele Lombardi

domenica 22 febbraio 2009

Coltivo una rosa bianca

Posted in Poesia cubana tagged , , a 21:32 di hotwine

I Cultivate a white Rose – Josè Martì

I CULTIVATE A WHITE ROSE
IN JULY AS IN JANUARY
FOR THE SINCERE FRIEND
WHO GIVES ME HIS HAND FRANKLY

AND FOR THE CRUEL PERSON WHO TEARS OUT
THE HEART WHICH I LIVE
I CULTIVATE NEITHER NETTLES NOR THORNS
I CULTIVATE A WHITE ROSE

Coltivo una rosa bianca
in Luglio come in Gennaio
per l’amico sincero
che mi da la sua mano pulita

e per la persona crudele che
mi strappa il cuore dal petto
non coltivo nè inganni nè spine
COLTIVO UNA ROSA BIANCA

prof.Angelo Michele Lombardi

venerdì 20 febbraio 2009

Perchè singoli senza un nome?

Posted in Poesia Bulgara tagged , , a 23:34 di hotwine

THE FIGHT IS HARD AND PITILESS
THE FIGHT IS EPIC, AS THEY SAY
I FELL. ANOTHER TAKES MY PLACE
WHY SINGLE OUT A NAME?
AFTER THE FIRING SQUAD.THE WORMS.
THUS DOES THE SIMPLE LOGIC GO
BUT IN THE STORM WE’LL BE WITH YOU,
MY PEOPLE,FOR WE LOVED YOU SO.

La lotta è dura e spietata
la lotta è epica,cosi dicono
Io soccombo.Un’altro prende il mio posto
PERCHE’ singoli senza un nome?
Dopo lo scontro feroce.I Vermi
ed è tutto logico
Ma nella tempesta, sarò con voi
popolo mio,perche’ molto vi ho amato

Nikola Vaptzarov

prof.Angelo Michele Lombardi

mercoledì 18 febbraio 2009

Congedo

Posted in Poesia Bulgara tagged , , , a 0:08 di hotwine

CONGEDO (NA PROSHAVANE V 1869g.) – Hristo Botev

Non pianger, madre, non ti disperare
se hajdùt son diventato
un hajdùt, madre, ribelle,
e pel primo figliuolo a lacrimare
t’ho, misera, lasciato.
Ma impreca, madre, e maledici quelle
prepotenze de’ Turchi infami e nere,
che noi giovani han costretto
a errar miseri e invisi fra straniere
terre pesanti. Ahimè!
So, madre, che ti son caro, perché
morir giovane posso, il bianco e queto
Danubio attraversando.
Ma dimmi, madre, tu che cosa mai
debbo far se m’hai dato un cuor virile,
un cuor d’eroe. E quel cuore, lo sai,
non può, no, tollerare
che il Turco infurii
sul mio paterno sacro focolare,
là, dove son cresciuto,
là, dove il primo latte t’ho bevuto,
dove il mio amore bello il suo bel viso
levava, e gli occhi neri
e il placido sorriso
figgeva nel mio cuore costernato;
dove per me piangeva il padre mio
ed i mesti fratelli!
Oh, perdonami, mamma, eroica madre!
oh, perdonami, mamma, e dimmi addio!
In ispalla il fucile,
odo gli appelli
del mio popolo caro contro il vile
infedele nemico.
E là per tutto ciò
che al mondo m’è più caro,
per te, pel padre, pei fratelli miei,

e pel popolo mio mi batterò.

prof.Angelo Michele Lombardi

lunedì 9 febbraio 2009

La luna,simbolo eterno di poesia

Posted in Matteo Salvatore tagged , , a 9:34 di hotwine

La luna, simbolo eterno di poesia:blue moon,A luna rossa moonlight serenade luna caprese….la luna oggetto di poesia da sempre ci delizia della sua presenza cosmica e noi dormiamo al caldo dei nostri materassi ortopedici rigorosamente di marca.Un tema poetico ovvio e scontato?
Si, sicuramente ovvio e scontato,……Ma introdotto da un umile che probabilmente avrebbe posto la domanda “luna come si scrive con una L o con due L?”.E tutto questo non e’ semplicemente,poeticamente stupefacente?

UNO STRAORDINARIO TALENTO MUSICALE è stato definito Matteo da parte di Luciano de Crescenzo.La frase mi è stata riferita da Ludovico D’Alfonso del Sordo durante il periodo della gestione del suo Hotel in piazza di Spagna(Roma) dove aveva attrezzato una saletta riservata agli amici foggiani:Renzo Arbore,Gegè Telesforo, Luciano de Crescenzo ed altri…. illustri sconosciuti.Personaggi,tutti benestanti,che sapevano probabilmente che Matteo spesso e volentieri saltava i pasti.

Mi chiederete ma Matteo era un lazzarone,non era puntuale, non era serio.Che parolona SERIO.
Ed io  umilmente vi rispondo,se fosse stato puntuale e serio (caro Renzo) sarebbe stato un impiegato statale(con rispetto ai lavoratori dello Stato Italiano).E mi chiederete prendeva gli acconti, sperperava il denaro e si rendeva  irriperibile per mesi e anni.Io Vi risponderò: Leonardo da Vinci non prendeva lauti acconti dagli Sforza di Milano e si rendeva latitante per anni e ricercato dalla germanderia dei potenti Sforza patroni assoluti di Milano.Leonardo, se fosse stato puntuale e preciso non avrebbe potuto generare la Gioconda.Sarebbe stato un padre serio, laborioso e forse anche anonimo tra la folla.Dagli Sforza di Milano ricevette, Leonardo, un lauto acconto per dipingere l’Ultima cena.Dopo l’acconto, sparì,Leonardo, come un mago,esattamente come fece Matteo col regista che gli commissionò di girare il meridione alla ricerca di personaggi artistici,strani, anormali.Matteo prese i soldi e chi s’è visto s’è visto.

Non vi scandalizzate, cari miei compaesani borghesi, seri e precisi, che la domenica mattina vi fate il giro in via roma  col vestito nuovo e stirato che puzza di naftalina.Tutto questo è normale per un Anormale  poeta artista e musicista che se gli facevano l’esame del sangue  ne venivano fuori le corde della chitarra,le note del pentagramma e la miseria nera.

Per essere UNO, è necessario essere anormale,Unico e disordinato.Torquato Tasso morì in manicomio.Nietsche morì in manicomio e la lista potrebbe essere ben lunga.La psiche di un GRANDE attiva quella che JUNG definisce  l’attività cerebrale secondaria.Vedi Einstein, un  bambino che fa le boccacce, ma un Genio  straordinario.
Chiedo scusa ai lettori per l’animosità delle mie parole ma io,orfano di padre a tenerissima età vedevo in Matteo e Umbertino come due padri,o due fratelli maggiori poveri ma tanto tanto generosi.Il mio primo pacchetto di GIUBEK è’ stato il regalo di Matteo per essere andato alla tabaccheria.
Matteo, Umbertino, Beatrice e Maria erano tutti poveri,poverissimi senza una vera casa però quando Matteo e Umbertino suonavano e cantavano mi sentivo ricco e felice.

prof.Angelo Michele Lombardi

venerdì 6 febbraio 2009

Dimco Debeljanov

Posted in Poesia Bulgara tagged , , , , , a 19:00 di hotwine

Dimco Debeljanov (pronuncia Dimcio Debelianov) (1887 – 2 ottobre 1916)

Di famiglia povera studiò a Kuprivstiza.A Sofia frequentò la facolta’ di giurisprudenza.Ma alla legge preferì la poesia di e l’amicizia di Pencho Slaveikov(pronuncia Pencio Slaveikov). Curò le traduzioni dei poeti simbolisti russi e francesi.Visse di estrema povertà e solitudine.Decise di partire per il fronte come unica soluzione ai suoi problemi economici e di solitudine.Questa è la sua ultima poesia:

« Se morrò in guerra
nessuno mi rimpiangerà:
ho perduto la madre,
e sposa non ho trovato,
né amici io ho.
Dal mondo me ne andrò,
sì come venuto son,
senza scalpore,
come canto che tacito desta inutil ricordo. »

Mori’ sul fronte macedone, aveva 29 anni.

prof.Angelo Michele Lombardi